Storia

Il mio percorso nelle arti marziali è iniziato intorno alla metà degli anni settanta, in pieno “boom” (quello per interderci provocato dal noto “effetto Bruce Lee”). Senza particolare continuità, problemi di lavoro, iniziai a frequentare un corso di Karate presso lo Shotokan di Novara (credo la prima nella mia città).

Nel 1979 attirato da un corso di Kung Fu ne iniziai la pratica presso il Nihon Dojo di Novara. Dopo pochi anni intrapresi la via dell'insegnamento dapprima come assistente poi come istruttore frequentando, inoltre, direttamente le lezioni tenute dal Maestro Chang Dzu Yao a Milano ed al tempo stesso collaborando alle iniziative che si svolgevano al Nihon Dojo. Pur praticando sia Shaolin che Tai Chi mi sono sempre interessato anche di altre discipline sia per curiosità che per conoscenza personale.

È stato così che incontrai il Wing Tsun, segnando una svolta ulteriore nel mio percorso marziale. L'impatto con questo sistema, conosciuto principalmente con il suo legame con la figura di Bruce Lee, fu entusiasmante. Decisi di impararlo ben sapendo che avrei dovuto separarmi per motivazioni diverse sia dalla scuola del Maestro Chang che dal Nihon Dojo.

Entrai a far parte perciò della WTOI, il ramo italiano della EWTO, inizialmente seguendo le lezioni di Carmine Agostino, che faceva parte del primo gruppo di gradi tecnici italiani, ed in seguito seguendo i seminari di formazione a Livorno tenuti dal Maestro K. Kernspecht ottenendo la nomina a Sifu nel 2000. Ho seguito poi i tutorial del Grand Master Leung Ting svoltisi nel corso del 2003.

Nonostante gli anni di militanza in questa organizzazione non smisi mai quell'opera di ricerca sia a livello tecnico che personale che mi ha sempre accompagnato durante il percorso delle arti marziali. Tutto ciò mi permise di incontrare il Dai Sifu Sergio ladarola un giovane e talentuoso maestro cresciuto nella EWTO ed in seguito allievo diretto del Grand Master Leung Ting e del Maestro Alan Fong. Decisi di entrare nella IWKA seguendo direttamente il Dai Sifu Iadarola dalla fine del 2003.

Anche questo distacco fu difficile ed in parte doloroso in quanto gli anni passati e vissuti nell'EWTO avevano creato e consolidato rapporti di amicizia che superavano il piccolo mondo delle arti marziali ed entravano in quello delle emozioni, della vita vissuta.

Il Nihon Dojo

II Nihon Dojo, negli anni '80, è stato certamente uno dei punti di riferimento più importanti nella realtà marziale novarese. Il Nihon Dojo era arte marziale e cultura orientale allo stato puro.

Animato da Cesarino Mantovani, insegnante di Aikido e di pratica Zen, e da Milly, insegnante di Tantra Yoga ha rappresentato il tentativo di coniugare culture lontane, come quelle orientali, con la nostra realtà, il nostro quotidiano. Ma non solo.

Era un crogiuolo di idee e di iniziative che spaziavano da conferenze sull'omeopatia al vegetarianesimo, dalla psicanalisi alla macrobiotica. Mi piace ricordare, in particolare, l'enciclopedica Fiorella, anima esoterica del Nihon Dojo ed instancabile collaboratrice.

Credo di essere nato marzialmente tra quelle mura anguste e di aver imparato molto in quel periodo, soprattutto cose che con il tempo si sono rivelate fondamentali nella mia crescita. Quello che rappresentava il Nihon Dojo era la via dell'esperienza e della pratica. Ricordo ancora le sensazioni di una notte trascorsa nella pratica marziale e meditativa.

Ma quante sono state le iniziative intraprese in quella grande officina che era il Nihon Dojo. Come le esperienze terrene ed i sogni il Nihon Dojo esaurì la sua vitalità e funzione in modo naturale, quasi fisiologico. Ognuno prese la sua strada, iniziò a camminare con le sue gambe. Ora credo viva nei ricordi di chi partecipò a quella esperienza, al sogno di un vivere per essere e non per avere.

La scuola del Maestro Chang

La scuola del Maestro Chang fu una delle prime scuole di Kung Fu ad operare per lo meno nel nord Italia. Appoggiata dal Maestro Fassi, certamente uno dei più grandi esperti ed al tempo stesso un divulgatore impareggiabile di arti marziali, questa scuola si impose in breve tempo all'attenzione del pubblico marziale.

Non si basava sull'insegnamento di uno stile in particolare bensì su di un sistema che era l'espressione dell'esperienza e della conoscenza del Maestro. Il sistema era particolarmente vasto e vario. Dalle tecniche a mani nude si passava allo studio delle principali armi della tradizione cinese.

Particolare attenzione veniva data all'esercizio fisico attraverso tecniche di caduta e acrobatiche. Al tempo stesso però lo studio dei sistemi interni curava lo sviluppo dell'energia interiore. Al Nihon Dojo il mio primo istruttore interiore fu Giuseppe Inghilterra, un insegnante dalle grandi doti tecniche ed atletiche. Era allievo del Maestro Santini, grande personaggio del mondo marziale, allievo diretto a sua volta del Maestro Chang.

Il Maestro Chang era l'immagine stessa del maestro cinese: modi gentili, pacati, un pizzetto bianco che faceva risaltare l'espressione fiera ed intransigente.

Seguii in un secondo tempo i suoi corsi direttamente presso la sua palestra di Milano in compagnia del mio collaboratore Luca Pompili, grande marzialista ed amico. Con lui ci esibimmo nelle edizioni del 1988-89 delle dimostrazioni della scuola del Maestro Chang al Palalido di Milano.

Raggiunsi il grado di cintura nera 3° Chieh di Shaolin e 2° di Tai Chi oltre che la qualifica di istruttore.

Il Wing Tsun

Come ho riportato nell'articolo WT tra storia e leggenda vi è una grande difficoltà a risalire ad una storia del WT condivisa da tutti. Questa difficoltà appare evidente dal fatto che i praticanti di Wing Tsun, o meglio i loro maestri, non sono riusciti in questi ultimi decenni neanche a mettersi d'accordo sul nome di questa disciplina.

La potete trovare denominata Wing Tsun oppure Wing Chun o Wing Tjun ed in altre decine di denominazioni. Nell'ansia di distinzione, molti hanno addirittura coperto queste fantasiose interpretazioni linguistiche da copyright, finti copyright o copyright decisamente fasulli.

Dopo tanti anni di onorata attività inizio ad avere problemi di identità accompagnati da uno stato un po' confusionale che ho definito sindrome da organizzazione. Ho deciso di usare principalmente il termine WT salvo quando per sbaglio ne uso degli altri, in tal modo credo e spero di non urtare la suscettibilità di nessuno.

Purtroppo, non solo nel WT comunque, le priorità economiche hanno spesso giocato e giocano un ruolo rilevante a discapito dei valori di cui certe discipline dovrebbero essere l'espressione. È difficile conuigare l'arte con il marketing.

Ci può venire in aiuto “Il libro del Tao e della Virtù”:

“Un vaso troppo pieno finisce per traboccare.Una lama affilata Non si conserva a lungo. Una sala piena d'oro e di giade Non può essere costudita. Ricchezza ed onori accompagnati da orgoglio Portano con sè disgrazia. Ritirarsi quando si è compiuta l'opera. Questo è il Tao del cielo.”

EWTO

Se per decenni, forse per secoli, il Wing Tsun è sempre stato caratterizzato da una grande frammentazione e sostanzialmente da un numero di praticanti circoscritti ad una area particolarmente ristretta con l'avvento prepotente, trascinante, entusiasta del Grand Master Leung Ting ha assunto negli ultimi anni un ruolo di primissimo piano nel panorama internazionale delle arti marziali. Buona parte di tale successo è certamente dovuto all'incontro avvenuto con K. Kernspecht che ha contribuito in maniera sostanziale allo sviluppo ed alla espansione del fenomeno Wing Tsun.

Se il problema di questo sistema, come del resto di tutte le discipline cinesi, risiedeva nella ricerca di una chiave didattica che lo potesse rendere comprensivo all'occidentale l'organizzazione di K. Kernspecht lo affrontò con decisione e competenza. L'insegnamento del Wing Tsun venne così razionalizzato ed occidentalizzato da K. Kernspecht che lo integrò, con una certa libertà, del suo enorme bagaglio di esperienza che proveniva dalla pratica di altre discipline e dall'esperienza vissuta a contatto con grandi personaggi del mondo marziale, non ultimo Jesse Glover.

Questa organizzazione caratterizzata, tra l'altro, dalla presenza di numerosi combattenti di livello assoluto, si sviluppò in quasi tutta l'Europa facendo conoscere il Wing Tsun e portandolo ad essere una delle discipline più praticate al mondo.

In Italia crebbe principalmente per opera instancabile del Maestro Cuciuffo, vera icona del Wing Tsun nostrano e che ho avuto tra i miei insegnanti, che portò questa disciplina in ogni angolo dell'Italia e sviluppando una rete di scuole di proporzioni notevoli.

Fino ai nostri giorni

Dall‘esperienza, fondamentale, nell‘EWTO il percorso di ricerca e di approfondimenlo è continuato senza interruzioni.

Il periodo olandese di apprendimento presso Sifu Iadarola, allora personaggio emergente nel mondo del Wing Chun, ha rappresentato un'esperienza importante sia per le nozioni acquisite sia per il rapporto diretto con insegnanti di grande valore come Cesario Di Domenico ed Emanuele Fracella.

È stato inoltre molto importante in quel periodo conoscere Sifu Hoffman ed il suo Weng Chun, un sistema che ha profondamente segnato il percorso di crescita.

In seguilo anche il contatto con il Maestro Wan Kam Leung con la sua particolare interpretazione ed evoluzione del Wing Chun ha fornito basi di lavoro e di studio di indubbio valore.

Ma i nomi, che sarebbero tanti altri, non sono tutto perché la continua ricerca, l'applicazione quotidiana e la passione sono le uniche chiavi per la realizzazione attraverso le discipline marziali.

Via Frasconi 14 - 28100 Novara - Tel. 347 2380791
Responsabile Tecnico: Sifu Franco Giannone - Wing Chun Master

Web design by RobertoC - (XHTML 1.0 / CSS 3) - pca