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La ricerca delle radici

(Articolo del 07/11/2014)

La ricerca delle radici.

 

Ricercare le proprie origini e radici riveste una importanza notevole nello studio ed approfondimento delle discipline marziali.

Questa conoscenza genera consapevolezza e maggiore comprensione di tutto ciò che si sta facendo.

E’ il tentativo di collegarci ad un filo che da un passato più o meno lontano ci porta al presente, un presente che deve necessariamente essere la rappresentazione della evoluzione avvenuta.

Rimane comunque una difficoltà notevole a riuscire a seguire questi fili che da una parte si sono intrecciati in modo tale da confonderne il percorso e soprattutto per la estrema precarieta delle notizie ed informazioni a nostra disposizione.

Se prendiamo come esempio la storia del Wing Chun, soltanto nel periodo relativo agli anni cinquanta, possiamo notare come il percorso di molti maestri e gli avvenimenti che si sono succeduti non sia così chiaro come alcuni sostengono.

Se non abbiamo le idee chiare su quanto avvenne mezzo secolo fa immaginate che cosa può accadere se ci allontaniamo ancora di qualche decennio.

Uno dei motivi è certamente dato dal fatto che lo sviluppo delle discipline marziali non ha mai seguito, per fortuna, una linea coerente.

Per quanto ci si possa sforzare di creare alberi genealogici questi non possono che dare una rappresentazione in piano di una realtà tridimensionale.

La disciplina marziale cresce e si sviluppa attraverso l’apporto di coloro che ne vivono la realtà.

Tornando alle radici quello che più interessa quindi non deve essere una enunciazione di nomi, “lineage” come viene elegantemente citato, ma la conoscenza generale del contesto nel quale queste  discipline si sono sviluppate.

Non esiste una “storia” della disciplina ma tante storie legate ai periodi che ha attraversato. 

Ha importanza il percorso marziale del GM Yip Man ? Certamente se lo contestualizziamo nell’arco della sua opera. Assolutamente ininfluente se lo vediamo al presente, in quanto oggi viviamo il frutto del suo lavoro elaborato e sviluppato da coloro che lo hanno seguito e di quelli che si sono succeduti.

In tal modo il Wing Chun non è rappresentato da un lineage , da un Maestro ma diventa una entità viva che cresce attraverso l’indispensabile apporto dei suoi praticanti e appassionati. 

Come nel concetto confuciano della famiglia i “vecchi” si occupavano della crescita dei nipoti mentre ai giovani era demandato, attraverso il lavoro, il sostentamento della famiglia. Tutto nell’ottica di un miglioramento economico e culturale rivolto alle nuove generazioni. Indispensabile perciò il legame e la comprensione del passavamo ancor di più la visione del presente e delle prospettive future.I grandi Maestri del passato sono i mattoni , le fondamenta, dalle quali si deve lavorare nel presente per poter spiccare il volo verso il futuro.I grandi del passato sono stati grandi nella loro epoca e in funzione di ciò che hanno lasciato, i semi della crescita. Le nuove generazione devono e sono migliori,forse non abbiamo i necessari strumenti per comprenderli in modo completo ma restano sempre davanti a noi e se per caso non lo sono la colpa rimane sempre di chi li ha preceduti.

C’è chi ai giorni nostri cerca di convincerci che il  passato e le figure che lo hanno caratterizzato siano migliori di quelle del presente. Forse lo possono essere stati per le qualità umane che li hanno contraddistinti per la qualità e l’abnegazione che vi è stata nel loro operato.Diceva l’indimenticata Maestro Chang Dzu Yao che un Maestro deve andarsene lasciando almeno un allievo migliore di lui, altrimenti non è stato un buon Maestro.

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Responsabile Tecnico: Sifu Franco Giannone - Wing Chun Master

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